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AGGIORNAMENTO DEL 13 OTTOBRE. Si ringrazia l’amministrazione comunale per aver provveduto celermente alla pulizia della lapide.
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Ci risulta che questo pomeriggio la lapide che ricorda i due giovani fucilati dai fascisti sul ponte di Sant’Anna nel novembre 1944 è stata oltraggiata. Non è la prima, non sarà l’ultima volta che in Italia si colpisce la memoria. Eppure, sarà perché questa targa l’abbiamo vista da quando frequentavamo le scuole elementari e non capivamo tutte le parole che vi erano scritte, ci colpisce direttamente. Così come dovrebbe colpire i nostri concittadini, i rapallesi.

Ricordiamo brevemente, per chi non lo sa, che il 5 novembre del 1944 le brigate nere rapallesi, perché rapallesi erano i fucilatori, uccisero alla ringhiera del ponte due ragazzi. Uno non è mai stato identificato, l’altro si chiamava Silvestro Gimorri, ed era nato a Salernes, in Provenza, esattamente diciannove anni prima, ma risiedeva a Livorno. Era un marinaio, sottocapo motorista navale, arruolato nel luglio 1942. Molto probabilmente uno dei tanti sbandati dopo l’8 settembre 1943.

Con questo assassinio i fascisti volevano vendicare un loro comandante, ucciso nello stesso luogo il giorno precedente dai partigiani di Giustizia e Libertà.

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Agostino Pendola
Ormai pensionato dopo molti anni nella pubblica amministrazione, posso occuparmi delle cose che mi interessano. Tra le quali c'è certamente Mazzini e il mazzinianesimo, tra il Tigullio e Genova.