Voglio ricordare Mauro Mancini con questa immagine del 25 aprile del 2014.

Lui che a Rapallo di quella storia che si chiama Resistenza, di quei mesi terribili, di quella sofferenza, non ne era solo il primo testimone, ma carnale rappresentazione.

Mauro era un uomo di Parte. Ma nello stesso tempo era di più. Con le sue storie tinte di luoghi e aneddoti, con le sue poesie in dialetto, con le sue divulgazioni, con i suoi racconti carichi di storie e di persone, con la sua memoria – la sua memoria – ha impastato un patrimonio culturale diffuso in cui in tanti si sono riconosciuti. Mauro era tutto questo.

Per questo, oggi, in tanti gli riconoscono il giusto doveroso tributo.

Ogni volta che passerò vicino a quel muro, stretto tra strada e porto dove quella nostra Storia è cementata al dolore, so che lo troverò. Mentre racconta la sua amata città, lo troverò sorridente, ad ammirare il mare. Lo troverò mentre incanta, con i suoi racconti, i ragazzi che a scuola, silenziosi, lo stanno ad ascoltare.

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Paolo Marchi
Vivo sospeso tra reale e virtuale, tra il paradiso e l'inferno, immerso nel dubbio, guardando l'infinito. Scrivo per bisogno (fisico). M'illumino immerso in un bosco e sto meglio solo se stanno bene e sono felici anche gli altri. Cerco di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Sul web dal secolo scorso, ora referente di PiazzaCavour.it.